20 settembre? Viva il Papa-Re!
I caduti pontifici
Pubblichiamo l’elenco dei diciannove caduti dell’Esercito Pontificio deceduti il 20 settembre 1870 e nei giorni successivi in seguito alle ferite:
Zuavi
Sergente Duchet Emilio, francese, di anni 24, deceduto il 1 ottobre.
Sergente Lasserre Gustavo, francese, di anni 25, deceduto il 5 ottobre.
Soldato de l’Estourbeillon, di anni 28, deceduto il 23 settembre.
Soldato Iorand Giovanni Battista, deceduto il 20 settembre.
Soldato Burel Andrea, francese di Marsiglia, di anni 25, deceduto il 27 settembre.
Soldato Soenens Enrico, belga, di anni 34, deceduto il 2 ottobre.
Soldato Yorg Giovanni, olandese, di anni 18, deceduto il 27 settembre.
Soldato De Giry (non si hanno altri dati).
altri tre soldati non identificati, deceduti il 20 settembre.
Carabinieri:
Soldato Natele Giovanni, svizzero, di anni 30, deceduto il 15 ottobre.
Soldato Wolf Giorgio, bavarese, di anni 27, deceduto il 28 ottobre.
Dragoni:
Tenente Piccadori Alessandro, di Rieti, di anni 23, deceduto il 20 ottobre.
Artiglieria:
Maresciallo Caporilli Enrico, italiano, deceduto il 20 ottobre.
Soldato Betti, italiano, deceduto il 20 settembre.
Soldato Curtini Nazzareno, italiano, deceduto il 20 settembre.
Soldato Taliani Mariano, di Cingoli, di anni 29, deceduto il 20 settembre.
Soldato Valenti Giuseppe, di Ferentino, di anni 22, deceduto il 3 ottobre.
L’erosimo di Alessandro Piccadori, tenente dei Dragoni Pontifici
… Alessandro Piccadori, reatino di 24 anni, aveva ricevuto pochi minuti fa l’ordine di recarsi da Porta San Giovanni, dove si trovava a difendere le postazioni pontificie, al vicino convento di padri passionisti presso la Scala Santa per telegrafare al ministero delle Armi le ultime novità della battaglia. Giunto davanti all’edificio, il dragone ha trovato una piccola folla composta di impiegati e religiosi che erano scesi in strada per cercare un posto dove ripararsi: da qualche minuto infatti la batteria italiana ha preso di mira la zona tra il palazzo Lateranense e la scala Santa. Sconsigliato dai passionisti e dai militari a entrare nel palazzo, il giovane è salito di corsa nella sala della biblioteca dove si trova il telegrafo quasi inseguito da due frati, padre Angelino e fratel Paolo Giacinto: i quali, di fronte a tanto ardimento, non se la sono evidentemente sentita di lasciare solo il valoroso dragone. Ma, appena il tenente è entrato nella biblioteca e ha raggiunto l’apparecchio trasmittente, una granata è piombata nella stanza e scoppiando una scheggia lo ha colpito al capo uccidendolo all’istante, un frammento ha ferito al braccio con una profonda lesione anche fratel Paolo Giacinto. Padre Angelino, rimasto incolume, pur terrorizzato nella stanza piena di fumo e imbrattata di sangue, mentre il correligioso chiudeva aiuto torcendosi dal dolore, ha potuto impartire l’estrema unzione all’ufficiale pontificio.
(Antonio Di Pierro, L’ultimo giorno del Papa Re, pagg. 133-134, Mondadori 2007)
Un fiore sulle tombe dei caduti pontifici
I corpi degli ufficiali e dei soldati pontifici caduti durante le diverse battaglie (Castelfidardo 1860, Agro Romano 1867, difesa di Roma 1870) furono sepolti nelle città e nelle nazioni di provenienza, tranne alcune eccezioni che segnaliamo. I dati sono stati raccolti da L’Avant-Garde, bollettino dei Discendenti degli Zuavi Pontifici, nn. dal 1997 al 2002.
Il gen. Hermann Kanzler (del Baden-Württemberg, 28/3/1822 – Roma 5/1/1888), Comandante in capo delle truppe pontificie e Pro-Ministro delle Armi, dopo il 20 settembre volle rimanere a Roma. E’ sepolto in una cappella al Cimitero del Verano (la prima della fila sotto la Rupe Caracciolo, dietro la chiesa del cimitero), insieme alla moglie Laura dei Conti Vannutelli e al figlio, Rodolfo, importante archeologo. Accanto vi è una cappella con la tomba di Madame de Charette, moglie di Athanase de Charette, comandante degli Zuavi.
Nelle immediate vicinanze vi sono delle tombe di alcuni militari (tutti francesi):
- Paul Saucet, sergente degli Zuavi, nato il 16/11/1842, morì di malattia a Roma il 22/11/1861; partecipò alla battaglia di Castelfidardo, dove salvò la vita al suo capitano, Athanase de Charette.
- Zuavo Achille de Bligny, nato 11/6/1826, si arruolò il 21/2/1861, morì all’ospedale militare di Marino il 27/8/1861; una magnifica scultura raffigurante uno zuavo sovrasta la sua tomba.
- Zuavo Henri Foucault des Bigottières, 9/4/1827, si arruolò il 30/9/1867, fu assassinato un mese dopo a pugnalate da un sicario garibaldino il 25/10/1867 a Trastevere.
- Adéodat e Emmanuel Dufournel. Adèodat, nato il 18/8/1838, si arruolò nel 1860. Capitano degli Zuavi, partecipò alla battaglia di Castelfidardo e alla campagna militare del 1867. Morì il 5/11/1867 in seguito alle ferite riportate. Emmanuel, nato il 22/2/1840, si arruolò col fratello nel 1860. Sottotenente degli Zuavi, morì il 20/10/1867 a Valentino, in seguito alle ferite riportate il giorno precedente nella battaglia di Farnese.
Tutte queste tombe si trovano nel più totale abbandono, vergognosamente dimenticate dal Vaticano. L’anno scorso, per il 140° anniversario della vittoria di Mentana, sono state – per quanto possibile – ripulite da alcuni fedeli romani dell’Istituto Mater Boni Consilii.
Delle tombe di soldati papalini si trovano anche in altre cittadine laziali, dove si svolsero le battaglie del 1867. Pubblichiamo (senza possibilità di verifica) l’elenco riportato da L’Avant-Garde:
Agnani: nella chiesa di Sant’Antonio.
Albano: nel cimitero.
Ceprano: nella chiesa cattedrale.
Frascati: nella cattedrale e nel cimitero.
Marino: nella cripta della cattedrale.
Monterotondo: al cimitero. Il Comune a fine ‘800 ha posto una lapide con la scritta: “i mercenari del Papa”. L’anno scorso la direzione del cimitero ha rifiutato un nostro progetto per cambiare la lapide (mercenari della democrazia?).
Palombara: nella chiesa dei Cappuccini.
Piverno: nel cimitero.
Prossedi: nella chiesa collegiata di sant’Agata.
Sezze: nel convento (di san Francesco?).
Subiaco: nel cimitero.
Velletri: nella chiesa di santa Lucia.
Veroli: nella chiesa santa Maria Salomè.
Viterbo: nel cimitero di san Lazzaro.
Invitiamo a portare un fiore sulle tombe di coloro che morirono per difendere Pio IX e la Santa Sede dall’aggressione voluta e realizzata dalla setta massonica. Una delegazione del Centro studi Federici domenica 21 settembre 2008 porterà un omaggio floreale alla tomba del gen. Kanzler e al monumento ai soldati papalini voluto da Pio IX al Verano (al Pincetto).
La vecchia Roma dei Papi
Lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius, che per quasi vent’anni visse a Roma, seppur razionalista e protestante e autore di opere dove espresse molte critiche al papato, dopo il 20 settembre scrisse:
“Roma è diventata una tomba imbiancata. Vengono ricoperte di bianco le case, persino i dignitosi palazzi antichi, si gratta via la ruggine dei secoli.
I conventi vengono tramutati in uffici. Dopo secoli il sole e l’aria penetrano di nuovo in queste clausure di frati e di monache. I frati che ancora vi risiedono ne vengono stanati come i tassi. Fa pena vederli vagare, come spiriti, nelle loro camerette, nei chiostri e nei corridoi.
La vecchia Roma sta tramontando. Vi sarà qui un mondo nuovo. Io però sono felice di essere vissuto per tanto tempo nella vecchia Roma”.
(Antonio Di Pierro, L’ultimo giorno del Papa Re, pag. 292, Mondadori 2007)
VIVA PIO IX! VIVA IL PAPA-RE!
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